Il Balcone delle Marche

Il Balcone delle Marche

Cingoli è chiamata Balcone delle Marche perché ha una visione a 180° sulla costa marchigiana. Da balcone si scorge un paesaggio prevalentemente collinare che arriva fino al mare e, nelle giornate più limpide si vedono persino le coste delle ex- Iugoslavia!
L’acqua scolpisce il paesaggi creando avvallamenti, fossati, fiumi che ben si distinguono dalla presenza di pioppi cipressini, pioppi neri e bianchi, salici, ecc e il mare, all’orizzonte si confonde con il cielo!
Nell’interpretazione del paesaggio si osserva che è una zona prevalentemente collinare in cui si trova un paesaggio completamente umanizzato, frutto non della natura, ma del lavoro: sono sparite quasi completamente le foreste e le paludi, sostituite da una fitta rete di insediamenti abitativi, strade e ferrovie, e da una continua distesa di campi coltivati e di alberature artificiali. Il paesaggio agrario é ormai determinato da geometrizzazioni, allineamenti e linee architettoniche. La stessa fauna é stata radicalmente modificata dall’intervento dell’uomo che ha distrutto o modificato con la domesticazione molte specie di animali, mentre molte specie vegetali come ad esempio i gelsi, a noi così familiari, che determinano il volto delle nostre campagne, importate e diffuse nelle diverse epoche, sono esito non della natura ma della storia. Residui boschi di esigua estensione si incontrano ancora sporadicamente tra i campi: sono le ultime testimonianze che fanno ipotizzare la potenzialità della foresta su questa vasta area.

Non mancano, poi alcuni appezzamenti di terreni incolti, scarpate e fossi che contribuiscono a rendere il territorio meno monotono. Le colture agricole più frequenti si riconducono a quelle intensive meccanizzate ormai in uso su tutto il territorio marchigiano; vi sono colture a cereali come il grano duro e tenero (Triticum durum, T. aestivum) che vengono rinnovate con girasole (Heliantus annus) o con barbabietola da zucchero (Beta vulgaris var. crassa) e nelle aree iirigue, soprattutto nella media valle dell’Esino, con granoturco e colture orticole; abbastanza diffuse sono poi la colture foraggere come il sorgo e l’erba medica.
Nei versanti più caldi e idonei non mancano oliveti che segnano il confine fra la zona collinare e quella montana. Sono molto frequenti i vigneti che, una volta erano sostenuti da acero campestre (Acer campestre) e, talvolta, dall’olmo (Ulmus minor) secondo la cosiddetta “alberata umbro-marchigiana”, ora sono sostenuti da paletti in cemento che hanno fatto perdere notevolmente la suggestività di queste coltivazioni. In inverno nei prati dei vigneti si osservano le bianche fioriture di ruchetta violacea.
Molti e diffusi sono i piccoli paesi, Recanati, Loreto, Osimo, Jesi, Macerata, Treia, ecc, paesi che con le loro peculiari storie, tradizioni e costumi contribuiscono alla grande varietà del paessaggio, insomma un panorama mozzafiato!

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